Invecchiare bene si può

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La popolazione cresce in età, invecchia, diventa più saggia (si spera) e difende la propria autonomia.

Sull’invecchiamento non basterebbero pagine e ore di discussione. Io amo ricordare ai miei pazienti, e a me stessa, che il nostro organismo è programmato per rigenerarsi sempre, in modo equilibrato, ritmico e ordinato. Così il modo migliore per aiutarlo in questa funzione di autorisanamento continuo è coltivare buone abitudini per uno stile di vita che rispetti questa funzione, la sostenga, non la aggravi, e non  sfrutti il corpo trattandolo come animale da soma e lo sappia ascoltare nei suoi bisogni e nelle sue richieste. In poche parole dovremmo diventare quello che un tempo era sinonimo di età adulta, ovvero SAGGI.

Ma per ora non è così. Quindi attenzione a non lasciarsi andare ai luoghi comuni che imperano, ad esempio, in relazione al rapporto tra anziani e alimentazione: l’anziano può mangiare meno proteine, l’anziano non ha sete, non beve acqua ma gli fa bene il vino. E, per tenersi su di morale, va bene il dolcetto a fine pasto.

Bene,  andando avanti di questo passo abbiamo anziani indeboliti, disidratati, pronti a rompersi perché osteoporotici e sarcopenici: insomma proprio il modello che tutti si aspettano di incarnare appena entrati nella quarta età, dai 75 in poi.

Andare da un nutrizionista una volta l’anno , specie se si ha qualche problema metabolico da “Società del Benessere”(diabete e ipercolipidemia) , sarebbe utile  per controllare lo stile alimentare e il rapporto massa magra /massa grassa , evitando la perdita di massa muscolare (sarcopenia) che si manifesta frequentemente con l’avanzare dell’età, anche a causa di un carente apporto proteico. E poi ridurre tutti quei fattori che aggravano l’invecchiamento : la solitudine prima di tutti. Molti anziani autonomi oggi decidono di convivere con amici nella formula del Cohousing, condividendo spese e servizi, vicinanza e interessi.

Statisticamente è dimostrato che mantenere viva la relazione sociale, curando la propria rete di conoscenze, permette un rallentamento dell’invecchiamento. E come diceva Mere, “la curiosità ci manterrà sempre giovani”, a dispetto dell’età anagrafica.

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