COVID-19: cosa ci dice la ricerca ad oggi su modalità di trasmissione, andamento epidemiologico e indicazioni da seguire

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Ricordate il film “Benvenuto presidente”, una leggera ma essenziale parodia della situazione politica che ha caratterizzato lo scorso anno la nostra Penisola.

A un certo punto il Presidente dichiara lo sciopero generale per ricordare a tutti l’importanza di pagare le tasse per poter continuare a godere dei servizi pubblici. E succede il caos.

Mi è sembrato azzeccatissimo in questo momento in cui, di botto, ci siamo resi conto di cosa significa per noi il Servizio sanitario nazionale. In un articolo pubblicato mercoledì scorso su Lancet Andrea Remuzzi, bioingegnere e professore dell’Università di Bergamo, e Giuseppe Remuzzi , medico e direttore dell’Istituto  di ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Milano, hanno prodotto uno studio che simula l’andamento dell’ epidemia in Italia, con una riflessione su quello che sta accadendo negli ospedali.

Nel loro articolo ricordano che dal 1978 l’ Italia ha il privilegio di godere di un Sistema sanitario nazionale – basato su principi guida del modello sanitario britannico –  che si fonda su tre principi:

l’Universalità: ogni cittadino ha eguali diritti di accedere ai servizi sanitari.

La Solidarietà : ogni cittadino contribuisce al finanziamento del SSN, attraverso ciò che può con le tasse.

L’Uniformità : la qualità del servizio nelle differenti regioni d’Italia ha standard e protocolli uniformati.

Ma nei fatti sembriamo averlo dimenticato. Abbiamo perso di vista questo tesoro non soltanto per insipienza o cattiva gestione: è gran parte della politica sanitaria che va cambiata,  reimpostandola sulla necessità di fronteggiare l’Acuto  e le Emergenze  su un fronte e sull’altro fronte  educando la popolazione alla Prevenzione primaria, che comporta anche scelte politiche più ampie relative all’ambiente e  all’organizzazione del lavoro.

Intanto gli autori confermano che l’onda d’urto dei ricoveri, secondo una simulazione fatta, potrebbe continuare a crescere fino ad appiattirsi, stabilizzandosi, tra circa un mese, anche se dopo  questa fase ci vorrà un periodo di latenza,  fatto ancora di saggia cautela. Dalle misure e dai comportamenti di questi giorni dipenderanno l’ andamento dell’epidemia e la portata delle sue conseguenze, altrimenti molto serie, considerato che ci sono ancora molti pazienti che, per affezioni croniche o per urgenze (infarti o traumi ad esempio) chiedono l’uso di reparti d’intensiva.

Come gran parte dei virus che hanno bisogno di un ospite per sopravvivere anche il COVID 19 si trasmette per via aerea.

Il recettore per ACE-2 (enzima che converte l’angiotensina-2) gli offre l’aggancio all’interno dell’organismo e potrebbe facilitare la diffusione del virus negli organi bersaglio, visto che è particolarmente presente nei polmoni, all’interno degli alveoli, dove avvengono gli scambi tra aria e sangue, e nel cuore.

Tra i casi confermati di infezione da Sars2-CoV-2019 riportati dalla National Health Commission of China (NHC), alcuni dei pazienti erano giunti all’osservazione del medico per sintomi cardiovascolari, come palpitazioni e oppressione toracica oppure con disturbi respiratori classici, come febbre e tosse. Solo in un secondo tempo questi malati sarebbero stati riconosciuti come colpiti da CoViD-19.

Ma i recettori ACE-2 sono presenti  anche in altre parti del nostro organismo, come  intestino, testicoli e rene, è quindi possibile anche una trasmissione oro-fecale.

Oltre all’ isolamento umano, che fino ad oggi è considerato l’ arma più efficace per ridurre i contagi, l’ attenzione va quindi  al lavarsi bene le mani  e al fare attenzione a pulire la frutta, da mangiare meglio sbucciata, e la verdura che si consuma cruda (lavata accuratamente varie volte, anche con disinfettanti adatti come quelli che si usano per potabilizzare le acque).(1)

I tempi della persistenza nell’aria e sui materiali seguono un trend che naturalmente può variare a seconda della degradazione della trasmissione del virus. Uno studio statunitense del National Institute of Allergy and Infectious Disease ne descrive la capacità di persistere nell’aria, dopo essere stato emesso attraverso starnuti o colpi di tosse di una persona infetta, per 2,7 ore. Quindi è sempre bene aerare gli ambienti.

Sulle superfici vive più a lungo : sul cartone meno che sulla plastica (16 ore) e sull’acciaio (13 ore).
Per questo viene suggerito di stare il meno possibile nei negozi a fare la spesa, protetti per quello che è possibile dalle mascherine e dai guanti, e soprattutto, tornati a casa, senza toccarsi le mucose di occhi, bocca e naso, lavarsi bene le mani.

Quello che riporta l’attenzione anche alla capacità di intervenire grazie all’autoosservazione e alla cautela personali, è l’informazione offerta da  uno studio tedesco (2) realizzato su alcune persone venute a contatto col Coronavirus e che sono state studiate passo passo per indagare la storia naturale della malattia, svela il percorso del virus e ci dà indicazioni preziose per combatterlo.
“Nei primi giorni dopo il contagio il virus è rintracciabile solo nella gola e questo spiega il raffreddore e la tosse come sintomi iniziali, che per molti, fortunatamente, saranno gli unici sintomi. Poiché il virus ha una elevata capacità replicativa, nel giro di pochi giorni raggiunge una concentrazione che è 1000 volte quella iniziale. Se il sistema immunitario delle mucose orofaringee reagisce in modo adeguato nella stragrande maggioranza dei casi il virus viene bloccato e non scende a livello polmonare e nell’intestino. Nel gruppo di 9 persone studiate solo 1 ha manifestato sintomi di una polmonite non grave. Nessuno ha manifestato sintomi gastrointestinali anche se, col passare dei giorni, il virus era rintracciabile anche nelle feci”.

Pertanto è la gola dove occorre agire per impedire o comunque attenuare l’invasione polmonare da parte del virus, una polmonite interstiziale con SARS, sindrome respiratoria acuta grave. Quindi, ai primi sintomi di raffreddore e di irritazione faringea non assumere antibiotici quanto invece rimedi con documentata azione antinfiammatoria e antivirale come la propoli, la menta, la salvia, le diverse varietà di agrumi, limone, o timo  in olii essenziali  (metodo semplice ed economico,  si può anche chiedere ad un medico esperto la modalità di utilizzo). E come già abbondantemente ricordato,  aiutare il sistema immunitario nel suo funzionamento : in prevenzione e cura delle prime fasi, il ruolo dell’alimentazione antinfiammatoria, dei probiotici a sostegno dell’equilibrio del microbiota intestinale, che gioca un ruolo fondamentale nella nostra risposta immunitaria,  saranno decisivi.

Nella newsletter della SIPNEI , la società italiana di Psiconeuroendocrinologia, dalla quale ho tratto i dati relativi alle ricerche riportate da Francesco Bottaccioli, egli fa riferimento  alle numerose pubblicazioni che i ricercatori cinesi stanno producendo per far conoscere come hanno comunque trattato la malattia COVID-19. Si legge nel lavoro : “Alcuni pazienti con COVID-19 hanno mostrato disbiosi microbica intestinale con probiotici diminuiti come Lactobacillus e Bifidobacterium. La funzione nutrizionale e gastrointestinale deve essere valutata per tutti i pazienti.           Sono stati suggeriti supporto nutrizionale e applicazione di prebiotici o probiotici per regolare l’equilibrio del microbiota intestinale e ridurre il rischio di infezione secondaria dovuta alla traslocazione batterica. L’ansia e la paura erano comuni nei pazienti con COVID-19. Pertanto, abbiamo stabilito una valutazione dinamica e un sostegno per le crisi psicologiche. Abbiamo anche integrato la medicina cinese nel trattamento per promuovere la riabilitazione della malattia attraverso metodi di classificazione della medicina tradizionale cinese. Abbiamo ottimizzato il processo infermieristico per i pazienti gravi per promuovere la loro riabilitazione. Non è stato chiarito il modello di clearance virale dopo l’infezione SARS-CoV-2. Pertanto, è stata necessaria una quarantena di due settimane per i pazienti dimessi ed è stato anche necessario un regolare follow-up.” (3).

Un’altra pubblicazione fa il punto sulla tempesta citochinica che il sistema immunitario mette in moto a livello polmonare. (4) Anche in questa malattia causata da un agente infettivo è la risposta dell’organismo a fare la differenza. Elementi pro-infiammatori come IL-1, TNF-alfa, IL-6, che attraggono macrofagi e linfociti, sono all’origine del danno polmonare che si vede nella polmonite interstiziale da Coronavirus. Per questo strategie di contenimento dell’infiammazione che bloccano citochine, come le Interleuchine 1 e 6, strategie che utilizzano rimedi naturali o di stile di vita già citati , sembrerebbero  fornire il vantaggio di avere minori effetti di immunodeficienza, come invece può avvenire nel caso di assunzione di cortisone, con effetto immunosoppressivo che in una infezione virale va evitato. Oltretutto dati più recenti, ma non ancora validati,  si riferiscono anche all’effetto dell’uso di FANS, farmaci antinfiammatori come Ibuprofene, Diclofenac, Naprossene e la comune Aspirina, sulla vulnerabità in chi li assume alla maggiore diffusione del virus. A tal proposito l’EMA, l’agenzia europea per i medicinali ha diffuso una nota il 18 marzo (5) che contiene  l’allarme. Ma in ogni caso esistono alternative che i medici di famiglia potranno indicare, mentre sembrerebbe fuori causa il paracetamolo, la  comune Tachipirina, usata in modo specifico per i casi che necessitano un contenimento della febbre che supera i 38,5 gradi.

Quindi occorre adesso vigilare , anche se non si hanno sintomi “curarsi in salute” come si diceva una volta. I medici che hanno scelto di curare in modo naturale e non hanno fatto sempre e solo affidamento sulla chimica farmaceutica hanno adeguate conoscenze scientifiche, necessarie a sostenere l’equilibrio: dieta antinfiammatoria, antimicrobici e antivirali naturali, sostegno del microbiota intestinale, sostegno della psiche.

Personalmente sono fiduciosa che questa epidemia ci stia già da ora aiutando a diventare più consapevoli e responsabili della nostra salute. Quindi restiamo a casa, anche  con il desiderio di recuperare energie per il sistema immunitario nostro e del Pianeta.

 

References:

  1. ncbi.nlm.nlh.gov/32081428- structure- analysis-of the receptor-binding- of -2019-ncov
  2. https://www.medrxiv.org/…/10…/2020.03.05.20030502v1.full.pdf
  3. Management of Corona Virus disease-19 (COVID-19): The Zhejiang Experience[Article in Chinese]Kaijin Xu12,Hongliu Cai1,Yihong Shen1,Qin Ni12,Yu Chen1,Shaohua Hu1,Jianping Li1,Huafen Wang1,Liang Yu12,He Huang1,Yunqing Qiu1,Guoqing Wei1,Qiang Fang1,Jianying Zhou1,Jifang Sheng12,Tingbo Liang1,Lanjuan Li12Affiliationsexpand•PMID:32096367
  1. COVID-19: consider cytokine storm syndromes and immunosuppression Published OnlineMarch 13, 2020 https://doi.org/10.1016/S0140-6736(20)30628 Puja Mehta, Daniel F McAuley, Michael Brown, Emilie Sanchez, Rachel S Tattersall, *Jessica J Manson, on behalf of the HLH Across Speciality Collaboration, UK
  2. http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4264

 

 

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