Slow food Story

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Il film di Stefano Sardo, più un documentario in verità sulla Slow Revolution, ispirata al movimento nato alla metà degli anni 80  su iniziativa di Carlo Petrini, ora conta “100 000 iscritti, volontari e sostenitori in 150 Paesi, 1500 Condotte – le sedi locali – e una rete di 2000 comunità che praticano una produzione di cibo su piccola scala, sostenibile, di qualità”. Buono, pulito e giusto è il motto per guardare al cibo come portatore di “piacere etico” e simbolo di culture e tradizioni da rispettare ed amare. Buono perché fa bene, pulito perché prodotto nel rispetto dell’ambiente e giusto perché rispettoso dei concetti di giustizia sociale dei luoghi di produzione. Ma cosa si vuole di più. Adesso il film/documentario ci costringe a guardarci dentro, a rivedere noi stessi attraverso il nostro modo di alimentarci, le scelte che operiamo quando facciamo la spesa, le cose che per noi hanno valore. Tutti si lamentano che i giovani non hanno più i valori di una volta ? Bene allora ritroviamo il valore. La Nuova Era ridà valore all’individuo, al suo lavoro, ai suoi talenti e anche al suo stile vita. Meno e meglio è il motto di chi vuol star bene attraverso l’alimentazione. E allora che Slow Revolution sia. La Nuova Era è già iniziata.images-1

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