Riflessioni sull’Alimentazione consapevole.

Torno a scrivere sempre con molto piacere su questo blog che dal 2010 mi costringe a guardare le cose del mondo e le persone dal punto di vista dell’Alimentazione. In questo periodo fioccano gli inviti a parlare di Alimentazione consapevole. Tra conferenze e corsi di formazione per addetti ai lavori mi rendo conto che la semina si sta concretizzando finalmente in protocolli operativi da trasmettere a beneficio di tutti. E sempre più sto realizzando che l’Alimentazione può diventare una via iniziatica, come ogni campo della vita umana quando siamo impegnati a diventare consapevoli di ciò che siamo e del contesto in cui operiamo.

Quando risvegliamo la coscienza alla catena di causalità che ci porta ad essere interconnessi per potere sopravvivere, ci “iniziamo” a un principio di totalità, di fratellanza, di olismo che ha dell’incredibile. E soprattutto…. una volta sfiorata, da questa consapevolezza non si torna indietro.

Ecco allora che il valore di diventare operativi ci porterà molto rapidamente a cambiare abitudini, a smontare vecchie modalità che sono state suggerite dalle logiche imperanti legate al profitto e alla cecità del Futuro. Ci stiamo risvegliando nel quotidiano all’Etica, facendola diventare viva in ogni nostra scelta, in ogni nostra azione. E’ un processo lento, a volte difficile perché incontra resistenze anche dentro quelle parti di noi che risentono dell’inerzia delle abitudini. Ma se assecondiamo quel fisiologico movimento che ci porta ad evolvere, a desiderare costantemente di migliorare, di scoprire di cosa siamo capaci, tutto si trasforma in tempi sorprendentemente brevi. Perciò se dobbiamo cambiare forma perché quella in cui siamo “ingabbiati” non ci piace più, non facciamolo solo per noi e per la nostra salute, facciamolo da testimoni per noi e per i nostri simili: la testimonianza ha il potere di diffondere a macchia d’olio ciò in cui crediamo, crea risonanza.

Sono andata oltre l’intento iniziale ma volevo rafforzare il concetto che vale la pena cominciare ad essere consapevoli della nostra vita in generale e l’invito è di cominciare ad osservare i nostri valori e le nostre scelte con molta amorevolezza verso ciò che siamo, frutto di varie strategie psichiche che ci hanno permesso di arrivare qui e delle quali essere comunque grati. Da qui, se accettiamo ciò che siamo, possiamo ripartire e guidare noi stessi verso una vita più piena e gratificante, dove il cibo ha la sua giusta collocazione e l’alimentazione può diventare una via per evolvere.

2 Commenti

  1. Valerio

    Dottoressa buongiorno, mi chiamo Valerio, ho 51 anni e innanzitutto vorrei dirle che apprezzo molto questo blog e il suo intento divulgativo. Godo complessivamente di buona salute e pratico molta attività fisica. Sono vegetariano dal 2012 tendente al vegan e sposo molto l’idea di consapevolezza da Lei esposta, sia per fini etici sia per il proprio personale cammino e benessere, in un’unita del tutto inscindibile. Come dicevo non sono integralmente vegan e mi può capitare di mangiare delle uova che amo tantissimo (assicurandomi che vengano da bestiole libere e allevate a terra) e ogni tanto del burro di Ghee ma null’altro. Ho eliminato le farine e il cardine della mia alimentazione sono la frutta e le verdure crude con risultati ottimi. Ho avuto delle punte in cui ho sperimentato il fruttarismo, e non c’è stato alcun problema con l’energia, salvo un calo abbastanza percepibile a livello del desiderio e della forza maschile. Possono essere legati tutti questi regimi alimentari, in un senso o nell’altro, a suo giudizio? Come li valuta?
    La ringrazio per l’attenzione e saluto augurando il meglio.
    Valerio

    1. mars mars

      Caro Valerio,
      intanto grazie per l’apprezzamento e grazie perchè
      propone un tema interessante,che comunque è stato oggetto di studio della medicina orientale, che osserva il rapporto tra gli alimenti e i centri energetici. Una scelta come la sua riorienta l’energia nei centri superiori e nutre meno i centri legati agli istinti primari. Ci metta anche la fisiologica andropausa, che secondo la tradizione orientale, come nella donna, rappresenta un trasferimento dell’energia dai centri inferiori a quelli superiori, e il gioco è fatto. Pertanto la invito a fare un lavoro un po’ più profondo che le permetta di recuperare con una nuova consapevolezza l’energia della quale in questo momento sente minore presenza.
      In uno dei prossimi articoli del blog cercherò di approfondire questo tema.
      Buon lavoro.

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