Mali di stagione: aumentare le difese con l’Echinacea

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Il mio motto da sempre è “Prevenire è meglio che Curare”, per questo ho scelto la Nutrizione e la Fitoterapia. Le piante con la loro versatilità e grande biocompatibilità (la capacità di dialogare in modo intelligente con il nostro organismo come nessun preparato chimico potrà mai fare) ci aiutano a prevenire e a mantenere quell’equilibrio che da solo ci mette in condizioni di passare indenni da qualsiasi epidemia.

L’Echinacea è una delle mie piante preferite con i polisaccaridi delle sue radici che agiscono da immunostimolanti, aumentando i globuli bianchi e il potere di fagocitosi dei Linfociti, capaci di mangiare letteralmente  gli agenti estranei dannosi (batteri, funghi etc.).

La pianta è ricca di sostanze come gli antiossidanti flavonoidi (luteolina, kaempferolo, quercetina, apigenina); derivati dell’acido caffeico (antivirale)  come l’echinacoside svolge azione antibiotica e batteriostatica, in grado di inibire la replicazione di batteri difficilmente controllabili; e infine lechinaceina, un antinfiammatorio corticosimile.

Ma attenzione, anche in questo caso maneggiare le piante autonomamente si può solo dopo averle conosciute e aver

familiarizzato con loro, dietro doverosa presentazione da parte di un medico esperto, perché sempre di terapia si tratta e il “fai da te” può essere pericoloso.

L’Agenzia britannica di controllo sui farmaci e dispositivi ad esempio, ha sconsigliato in via precauzionale  di somministrare l’Echinacea ai bambini sotto i 12 anni per il rischio di sviluppare una reazione allergica, con sintomi che andrebbero dalle reazioni cutanee alle difficoltà respiratorie e, in rari casi, persino allo shock anafilattico. Così dunque per le donne in gravidanza.

Le controindicazioni ovviamente riguardano coloro che sono in cura immunosoppressiva, ovvero trapiantati e pazienti affetti da Autoimmunità (per questi ultimi oggi si studiano gli immunomodulatori, piante adattogene delle quali l’Echinacea non fa parte).

Esistono anche diluizioni omeopatiche molto efficaci che possono essere assunte, ma ogni caso è a sé, e solo un medico esperto può suggerire valutando il meglio, anche in termini di preparazioni. Molti integratori in commercio non sempre hanno una titolazione adatta a supportare il potere terapeutico della pianta. Ecco perché per la scarsa qualità del prodotto, magari recuperato in catene di grande distribuzione, ci si permette di dire che la Fitoterapia non funziona. A chi – ormai sempre più raramente per fortuna – fa queste obiezioni, rispondo: “Andate a studiare, poi ne parliamo”.

 

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