MacroMediterranea: il Professore e lo Chef

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Qualche anno fa, nel periodo in cui stavo sperimentando la Macrobiotica, una cara amica con la quale condivido l’interesse “mistico” per il Cibo, mi si avvicinò e mi disse sottovoce, quasi con pudore: “Ti prego , non seguire per sempre la Macrobiotica, sono tutti tristi quella che la fanno”. Io le risposi sorridendo che non c’era questo pericolo, ma questa battuta ha lavorato nel tempo dentro di me e ieri l’ho ripresa in occasione di uno dei seminari che, spendendosi generosamente, Franco Berrino (che noi ci ostiniamo a chiamare Professore , costringendolo ogni volta a chiarire che a lui non spetta ufficialmente questo titolo, ma che per noi, operatori sanitari e non, tale resta) ha tenuto in Sicilia per presentare la MacroMediterranea, con il supporto dell’associazione La Grande Via.

Il nome già spiega bene il tentativo, riuscito, di mettere insieme ciò che l’evidenza scientifica ha proclamato i regimi alimentari goldstandard della salute: la Dieta Mediterranea e la Macrobiotica. Due stili che provengono da estremi opposti ma che dimostrano come la Verità, in qualunque modo la si declini, è sempre una. La base è simile, seppure con varianti territoriali (il farro mediterraneo e il daikon orientale ad esempio), ma la sostanza di base, il principio resta per entrambe le diete,ovvero l’essenzialità, la “povertà”, l’Umiltà del pasto. Ma la Mediterranea può dare una marcia in più: in questo connubio rappresenta l’elemento Gusto, il senso che ci collega alla battuta della mia amica sulla tristezza. E’ vero il gusto della vita passa anche attraverso la tavola, e se si perde il gusto, prima o poi, come spiegano alcuni ricercatori, ci ritroviamo (per quel gioco magico di neurotrasmettitori, la cui produzione è condizionata dal cibo e anche dal gusto che percepiamo) a scivolare in stati depressivi, quindi ad essere tristi.

E ieri, la location del seminario sulla MacroMediterranea era Pane Olio e Sale, il ristorante  dove lo chef Domenico Privitera (già ospite di questo blog) coltiva la sua proposta di Gusto e Salute a Mascalucia, alle porte di Catania. Insieme il Medico professore e lo Chef professore (docente da anni dell’Istituto Alberghiero e di corsi Master per Chef in Italia) hanno spiegato perché è possibile mangiare con gusto e mantenersi sani. Gli oltre 70 ospiti alla fine hanno potuto seguire la nascita del menu che hanno poi gustato a pranzo, dove la zuppa di Miso e il Topinambur si accompagnavano alla trilogia di pesce azzurro e alle verdure selvatiche con farina di ceci. Cereali integrali, Legumi, Pesce, Verdura e Frutta restano i cinque cardini dell’alimentazione equilibrata che quando salvaguarda il gusto, curando la qualità e la sapienza degli aromi, ci fa anche mangiare di meno perché ci sazia di più e meglio.

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