L’invadenza del telefonino

Condividi

E’ stato scritto di tutto di più sul galateo del telefonino, su quanto sia sgradevole per il vicino di treno o di pullman o di tavola sentire le vicende intime o lavorative di qualcuno mentre si sta pensando ai casi propri, si legge o peggio ancora si mangia e si vorrebbe gustare in santa pace il meritato pasto.
Bene, qualche giorno fa, in un’area di servizio sulla Salerno-Reggio Calabria, all’altezza di Frascineto, mi sono ritrovata con mio marito seduta al tavolo di una bottega presso la quale non manchiamo mai di andare quando transitiamo da quelle parti. Le occasioni sono rare purtroppo e mi spiace perché la Calabria è bellissima e perché i panini di questo posto, per noi “aficionados della ‘nduja”, sono prelibati. Bene dunque, eravamo in assaggio meditativo quando un tipo con blue tooth all’orecchio ha cominciato a urlare per farsi sentire dal suo interlocutore all’altro capo del telefono.
no cellulareNon mi ha stupita il fatto che avesse un accento clamorosamente lombardo e che si lamentasse dicendo “sono in Calabria e qui è tutto un disastro, puoi immaginare il segnale”. Bene ancora, mentre continuavo a tenere a freno lo sdegno, è intervenuto il proprietario del ristoro e con un gran sorriso ha annunciato al rumoroso avventore l’intenzione di schermare il locale per far sì che almeno i pochi minuti del pasto non vengano turbati da telefonate inopportune, così che l’attenzione possa essere concentrata sul panino. Questo sì che mi ha stupito, questo signore si è comportato come uno chef che ha a cuore tutto il processo del suo compito, dalla preparazione degli ingredienti, alla composizione del panino, allo spazio di ristoro, che è anche silenzio da offrire per la consumazione del pasto. Lui, calabrese, ha messo a tacere con un sorriso una certa modalità arrogante. E il signore lombardo si è arreso di fronte al succulento panino che lo aspettava.
All’uscita mi sono complimentata per la sensibilità e il signor Piero, che con il suo socio Domenico, gestisce l’attività si è giustificato dicendo ”E’ un peccato, i panini si raffreddano e non si gustano al meglio. Se almeno solo per il pasto, la gente mettesse da parte lavoro, pensieri e preoccupazioni”. Se almeno….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *