L’inerzia a tavola: il nemico della Salute.

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The China Study
The China Study
Sto leggendo il libro del prof. Campbell The China Study, un report dettagliato e assai completo su una ricerca condotta in Cina su ben 8000 individui che ha consacrato in modo assai chiaro, secondo i canoni della ricerca scientifica, l’alimentazione a base di proteine vegetali come la migliore in assoluto.
Ebbene nonostante ormai sia un dato acquisito dall’opinione pubblica internazionale che le proteine animali vanno ridimensionate se non addirittura eliminate, una certa visione culturale che risale in effetti a qualche decina di anni fa, periste ancora. Sei anemico ? Mangia la carne rossa! Certo se alla stessa persona si suggerisse l’integrazione di verdure fresche a foglia verde, si scoprirebbe forse che è la carenza di acido folico dalla dieta, e non quella di vit. B12, (che oltre tutto è contenuto anche nelle uova, nel pesce e nei formaggi e che per dare problemi devono passare almeno vent’anni dall’ultima volta che si è assunta la carne), la causa dell’anemia. Ecco uno solo degli esempi. Il Cibo amico ha sempre un atteggiamento tollerante, ma la tolleranza non è ignoranza, e quindi non possiamo ignorare quello che ricercatori di frontiera, prima, e poi super ricerche ultra riconosciute, dopo, hanno sempre sostenuto. Le proteine animali, e tra queste la caseina contenuta in latte e latticini, sono le sostanze predisponenti all’abbassamento di difese immunitarie e quindi all’insorgenza di malattie degenerative e disorganizzate come il carcinoma.
Ora, non mi stancherò di ripeterlo (ma forse sono un po’ monotona ?) non è il panino con il formaggio, o la burrata di Andria quella volta la settimana o ogni 15 giorni, ad essere messi sotto accusa. E’ la consuetudine, è l’abitudine quotidiana, data dall’indolenza, dall’inerzia che ci prende quando dobbiamo pensare ANCHE a quello che dobbiamo mangiare. “La vita è già così complicata!” Grida una parte del mio cervello, mentre l’altra cerca di trovare l’energia giusta per attivare la strategia più efficace che induca mio figlio a preferire la frutta al consueto toast della ricreazione a scuola. Come fare a non diventare integralisti e a non generare le resistenze passive e massacranti che per reazione i nostri cari mettono in atto? Io non ho una ricetta per questo, so solo che combatto, non cala mai la vigilanza su questo tema e cerco di arginare, con varianti creative, tanti elementi devitalizzanti (dall’alimentazione ripetitiva proteica ai campi elettromagnetici di TV e PC) inducendo a nuove esperienze e inserendo altre attività. Ci provo. Ma non è facile, l’inerzia è difficile da combattere e quando la vedi intorno a te, così sottile e pervasiva, ti viene voglia di urlare e di svegliare le persone. Poi ti accorgi che non sarà così che ti farai sentire o indurrai nell’altro una riflessione. Accettare che sia un percorso di consapevolezza ti sembra quasi impossibile, eppure, accettare e lasciare che sia la testimonianza a parlare, resta la soluzione migliore. E allora se siete impegnati in questa lotta, spargete coerenza senza parlare. Svuotate i frigoriferi e le dispense di merendine e prodotti industriali e dedicatevi all’arte della gastronomia. Insegnate ai vostri figli a cucinare, e se non lo sapete fare, imparate con loro, è ancora più divertente, e le soddisfazioni a tavola non mancheranno più.
E il pasto sarà finalmente un incontro e non una lotta.

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