La prevenzione (per ora) non passa dal servizio pubblico

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Proprio ieri parlavo  con una collega di Torino dei progetti legati alla Prevenzione primaria e all’Educazione alla Salute che nel Piemonte sono stati tagliati o brutalmente chiusi prima della loro fisiologica conclusione.

Che razza di segnale è questo ? Più volte abbiamo ricordato che proprio la Prevenzione primaria in un’ottica saggia a medio e a lungo termine può rappresentare una fantastica mossa – logica – di spending review. Più educazione e prevenzione primaria, quella che si basa sulla corretta alimentazione e la saggia amministrazione autonoma del cittadino meno condizioni patologiche che obbligano ad interventi di costosissimi farmaci e operazioni chirurgiche.

Pensate solo per un momento a come sarebbe il mondo se gli individui imparassero a tutelare la propria salute, riconoscendo gli inganni dell’industria alimentare che per profitto ha, ad esempio, drogato la percezione delle porzioni (di questo parleremo prossimamente). E ancora se si imparasse a salvaguardare  e accrescere  la propria energia vitale con corrette pratiche di attività fisica (e non le storture delle fisse maniacali che portano molti giovani a sognare corpi scolpiti a scapito di reni, fegati e non solo). In questo futuro il sistema sanitario si potrebbe occupare solo di educare e migliorare le condizioni di vita secondo quella meravigliosa definizione dell’OMS che dal 1946 ci ricorda come lo stato di salute sia uno “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”, diritto  alla base di tutti gli altri diritti fondamentali che spettano alle persone. In un futuro così medici e chirurghi non perdono il lavoro, anzi,  si curano di mantenere in salute i propri pazienti, insegnando loro a “curarsi in salute” come i colleghi cinesi che vengono pagati solo se il paziente resta sano e mai quando si ammala. Così l’industria  chimico-farmaceutica, finalmente non più miope, può lavorare  a sistemi etici in collaborazione con la Natura per aiutare la riduzione dell’inquinamento che ha essa stessa creato in pochi secoli.

E’ un sogno ? No, la Prevenzione primaria è tutto questo e non è affatto un sogno. Anche se il servizio pubblico sul piano concreto è ancora insufficiente, c’è un grande movimento di medici e pazienti, operatori sanitari di varia estrazione, dagli osteopati ai naturopati, opinione pubblica e opinione scientifica insieme, che sta lavorando negli ambulatori e negli studi professionali.

Iin scienza e coscienza, procediamo su questa via.

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