La Nutrizione pediatrica e l’ansia delle mamme.

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Torniamo a parlare di bambini. Dopo il concepimento, nel periodo della gravidanza, ormai è noto che la mamma non deve mangiare per due e che le “voglie”, quelle vere, sono sempre relative a cibi naturali e non a sapori indotti da sostanze artificiali perchè il corpo, se non viene drogato nella sua capacità percettiva, sa riconoscere da millenni ciò che è autentico e sano per lui.


Ma quando arriva il bimbo le cose cambiano: la mamma diventa ansiosa e teme di non nutrire bene il suo bimbo già dall’allattamento, quando, se fa supplementazione col biberon, forza il neonato a finirlo tutto nonostante i rifiuti e gli sbuffi e i rigurgiti. Per non parlare dello svezzamento. Di questo ho già scritto in passato, ma oggi vorrei portare l’attenzione sulla crescita ponderale fisiologica del bambino. Fino ad un anno di vita, la carenza di movimento mantiene un necessario accumulo di grasso, che rende il lattante morbido e tondetto. Dall’anno in poi con il movimento e fino ai sei anni circa, il parametro di peso e altezza deve arrivare al minimo storico per riprendere a crescere fisiologicamente dai 7 anni in poi. Quindi ai bimbi, come diceva la mia docente di Nutrizione pediatrica, “va bene che si vedano le costole dai 3 ai 6 anni”: è un momento in cui la Natura provvede a produrre più crescita in altezza e si sa che l’ormone della Crescita è favorito da uno stato fisiologico di magrezza. E’ questo il momento in cui la mamma non deve farsi prendere dal panico e , confortata dal pediatra, non cerchi di forzare il bambino, danneggiando quel processo di autoregolazione innato che lo proteggerà in futuro, una volta adulto, dall’eccesso e quindi dal sovrappeso o dall’obesità.
Quindi, attente mamme alle paure ingiustificate: quando un bambino non mangia o non segue le vostre indicazioni, prima di tutto non forzatelo, quindi confrontatevi con un esperto che vi rassicurerà e vi aiuterà a trovare la giusta soluzione per garantire e proteggere quella capacità di ascolto che che solo le forzature e le cattive abitudini finiscono per alterare.

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