La gestione della Frutta: quando mangiarla.

 

Adoro la frutta, ovviamente, come tutti.

I “pasticcini della natura”,  come alcuni nutrizionisti chiamano i frutti, sono così importanti per la salute umana che farne a meno è veramente un delitto. Ma…… ma per trarne il massimo beneficio occorre rispettare alcune piccole norme igieniche.

In primo luogo è sempre valida la norma di non mangiarla a fine pasto. E’ una “mortificazione” di questa fonte vitaminica, considerato che l’assimilazione si fa più lenta. Mettete la frutta Ferrari dietro una fila di topolino proteiche e comincerà a scarburare, Uso spesso questa metafora con i miei pazienti per spiegare loro come la frutta abbia tempi digestivi molto più rapidi rispetto a quelli di  un pasto proteico, ragion per cui crea processi fermentativi quando, non trovando il canale libero deve “stare in coda”. Ecco spiegati molti fenomeni di disagio digestivo che a volte danno tematiche gastriche di reflusso e pesantezza, con manifestazioni fisiche di gonfiore addominale e gas. A quel punto infatti il microbiota reagisce all’apporto zuccherino della frutta, che pur essendo di minor impatto glicemico rispetto agli zuccheri raffinati – grazie alle fibre in essa insite – in un intestino, magari  non in perfetto equilibrio, può diventare un’agente irritativo.

Poi c’è la quantità: mio padre che era un matematico mi diceva che lo stesso Pauli, fisico che apprezzava, suggeriva di mangiare cinque porzioni di frutta al giorno. Ma questo lo portò al diabete in tarda età.

La mia pratica di Macrobiotica mi ha insegnato a utilizzare gli zuccheri, anche quelli della frutta, con moderazione.

Tutto ciò che di carboidrato introduciamo e non smaltiamo in quota sufficiente con la giusta attività, fisica e mentale, si trasforma rapidamente in riserve di grasso bianco.

Ecco perché ai miei pazienti suggerisco di mangiare la frutta assecondando l’orario adatto al suo corretto metabolismo. Dal mattino al primissimo pomeriggio l’organismo, che è un animale diurno, è in fase catabolica, ovvero brucia più rapidamente ciò che entra, potremmo dire è più sveglio, e quindi, in questa fascia, l’assunzione della frutta è desiderabile. Dal pomeriggio fino a notte fonda il corpo entra in fase anabolica e quindi impegna la sua energia per assimilare, riparare, fabbricare e rigenerare molecole, cellule e tessuti. E questa è una fase che tutte le culture suggeriscono di rispettare, lasciando il più possibile l’intestino a riposo. Certo la frutta potrebbe essere un pasto leggero e desiderabile soprattutto in climi caldi. Ma abbiate cura, specie se avete bisogno di controllare il peso, di mangiarla facendo seguire una leggera attività fisica che permetta al corpo di fargli comprendere che l’assunzione di quegli zuccheri ha un senso.

Ovviamente sono a favore del consumo di frutta, senza esagerare, nell’arco della giornata, ma suggerisco di prendere l’abitudine di assumerla, con le sue fibre, nella mattinata fino a prima di pranzo, riservando estratti e centrifugati ,che ne aumentano la velocità di assorbimento, alle attività fisiche che richiedono sostegno zuccherino e vitaminico immediato.

E come dolce dopo pranzo non sottovalutate l’effetto della frutta secca in guscio, fonte di preziosi elementi nutrizionali che non sempre introduciamo nella nostra alimentazione. Anche questa con moderazione.

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