La dieta perfetta ? E’ la dieta “sartoriale”.

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Alla ricerca costante della dieta perfetta, della dieta ideale,  pazienti da una parte e professionisti dall’altra si fanno travolgere dal gran bailamme delle informazioni oramai reperibili ovunque, da internet alle palestre, e a volte dimenticano la regola aurea che…. la dieta perfetta per tutti non esiste, o meglio la dieta perfetta è diversa per ciascuno ed  è quella tagliata su misura per il paziente, la cosiddetta “tailoring therapy”, la migliore strategia che per quel momento della sua vita il paziente potrà sostenere realisticamente , costruita su di lui/lei, tenendo conto di tutte le sue esigenze.

Per cui non basta avere la lista delle intolleranze alimentari. Non basta nemmeno la logica delle mode alimentari siano esse occidentali o orientali. Non basta persino attenersi alle evidenze scientifiche delle più recenti review. Tutto utile, ma non basta.

La sfida oggi, per noi specialsiti,  è seguire il paziente:  prima di tutto conoscendolo, aiutandolo a comprendere ciò di cui ha realmente bisogno, quindi rendendolo protagonista della sua strategia, perchè con l’operatore starà un’ora al mese, ma con sè stesso, a decidere come seguire la terapia, starà tutto il resto del tempo.  Ecco perchè prendere in carico un paziente è attivare un percorso educazionale che accompagni l’individuo a diventare consapevole, perchè solo la consapevolezza gli permetterà di sperimentare e di ascoltare il corpo e l’effetto che i cibi provocano.

E poi, se avete deciso di intraprendere una via che vi porti a farvi nuovamente amici cibo, salute e forma fisica, ricordate di fissare i vostri obiettivi con chiarezza. Un piano nutrizionale per  essere efficace deve soddisfare il vostro reale fabbisogno alimentare , liberandovi da disturbi pregressi e restituendovi energia, benessere ed emozioni positive.

Ecco perchè occorre valorizzare il gusto, per annientare il luogo comune secondo il quale l’alimentazione sana sia priva di sapore e mortificante – “da malati” in pratica. Occorre frequentare ambienti che rafforzino il nostro impegno alla corretta alimentazione, cuochi consapevoli, persone che hanno già fatto l’esperienza e possono sostenerci  nel convincimento di procedere, ed essere attenti e presenti alla nostra vita non solo a tavola, senza perdersi nei propri pensieri, appresso a preoccupazioni e impegni futuri.

Possiamo provarci e soprattutto prendere l’abitudine di fissare gli obiettivi, scrivendoli, proprio come si scriverebbe un desiderio da infilare nella bottiglia, da mandare nello spazio, da esprimere di fronte al “genio della lampada”. Se non ci chiariamo il perchè stiamo facendo tutto questo e il cosa vigliamo veramente raggiungere sarà difficile ottenere un risultato degno dello sforzo.

Chi vi segue servirà a questo, monitorerà con voi i risultati e lo potrà fare solo se avrete costruito una linea temporale nella quale avrete segnato i passi che vi impegnate a compiere realisticamente. E così sarà tutto molto più semplice e soprattutto i vostri desideri si avvereranno.

 

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