Io e la Macrobiotica

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dieta-macrobioticaConoscete quell’aneddoto indiano che si racconta su Gandhi, il quale, un giorno, ricevendo una madre che gli chiedeva di parlare al figlio per indurlo a seguire una dieta priva di sale per due mesi, invitò la donna a tornare con il figlio dopo due mesi. E dopo aver parlato al ragazzo e averlo aiutato a guarire, quando la donna tornò per ringraziarlo, alla sua domanda sul perché l’avesse fatto aspettare così tanto per parlargli, Gandhi le rispose: “Donna, che credito avrei potuto avere presso tuo figlio se io stesso non mi fossi sottoposto alla cura ?”.

Questa storiella mi è venuta incontro agli inizi della mia attività medica e da allora non ho smesso di sperimentare soprattutto nel campo dell’alimentazione per potermi mettere nei panni dei pazienti e capire cosa accade e cosa si debbono aspettare durante le varie terapie nutrizionali cui li sottopongo. Fortunatamente il mio organismo è stato un ottimo laboratorio e ha retto a varie prove, non ultima quella della sperimentazione Macrobiotica alla quale mi sono sottoposta di recente, scoprendo un mondo fatto di sapori e saperi molto lontani dai nostri occidentali e, in certi momenti, completamente contrastanti con i “credo” che la nostra scienza medica ci induce ad assumere.

Una per tutte il bere poco per non affaticare i reni, che per noi medici occidentali è un paradosso, dato che nella nostra visione i reni si affaticano se non vengono “lavati” a sufficienza. Invece la Macrobiotica suggerisce di scegliere bevande calde o tiepide che aiutino il calore interno che permette agli organi di lavorare meglio e predilige un tè di origine asiatica, il tè Bancha, come bevanda alcalinizzante, ideale da sorseggiare al bisogno, anche durante il pasto.

Per il resto il sistema di “lunga vita” mutuato dall’alimentazione dei monaci Zen ai primi del 900 dal giapponese George Oshawa, è la base di un tipo di alimentazione che oggi viene studiata per riequilibrare il gioco acido-base di sangue e tessuti e viene considerata con grande attenzione la dieta ideale per la prevenzione e la cura delle malattie degenerative. E allora vediamone in dettaglio i capisaldi:

  • L’equilibrio tra Yin e Yang

Ogni alimento in questa visione appartiene ad una delle due forze che muovono l’Universo. I cibi Yin hanno sapore acido, amaro, molto dolci o aromatici, e contengono una maggiore quantità di potassio. Quelli Yang sono poco acidi e hanno un sapore salato.

La temperatura stagionale condiziona i metodi di preparazione: in Inverno c’è freddo (Yin) quindi si cuoce il cibo per aumentare con il Fuoco la componente Yang; in estate si può mangiare cibo fresco (Yin) perché il caldo esterno (Yang) compensa.

  • I cibi raffinati e di origine animale sono da abbandonare.
  • I cibi integrali, i cereali a chicco, i legumi, i semi oleosi, la frutta e la verdura sono da preferire.

Fin qui verrebbe da dire niente male se non fosse per l’assunzione di cibi che garantiscono gli apporti di vitamine e sali minerali che sono provenienti da luoghi lontani. Il Daikon, ad esempio, una radice commestibile bianca di origine asiatica, ricca di vitamina C, con proprietà diuretiche, digestive, drenanti epatiche e molto amato per il potere di sciogliere i depositi di grasso in eccesso.

I funghi Shitake, anch’essi d’uso comune in estremo Oriente, ricchi di aminoacidi essenziali, sali minerali e vitamine del complesso B, noti per essere un toccasana epatico e per il potere di immunomodulazione, che nell’ultimo decennio lo ha fatto sperimentare in Occidente come integratore nelle terapie di supporto oncologiche

I fagioli Azuki, altro cibo “adattogeno” proveniente dal Giappone, alleato di reni, ossa, cervello, sistema immunitario, fegato.Gli Azuki contengono molti minerali e oligoelementi, in particolare potassio, molibdeno e zinco. Sono ricchi di fibre e di proteine, acido folico e vitamine B1, B2, B3 e B6.

Le prugne Umeboshi, prugne salate che hanno proprietà antiinfiammatorie e depurative. Vengono usate sia per problemi digestivi  e intestinali che per malesseri stagionali. Ricche di acido citrico presentano anche un’alta concentrazione di sostanze come calcio, ferro e fosforo.

Questi cibi fanno della Macrobiotica un sistema alimentare interessante ma difficile da sostenere nella vita quotidiana occidentale  a meno di cominciare a rivoluzionare la nostra visione del cibo.

La si potrebbe definire una scelta “economica”, dato che seguendo questa modalità alimentare si mangia molto meno cibo, comunque primario e più nutriente. Ma in realtà si tratta di non frequentare più i supermercati, di tirare dritto di fronte ai banconi dei formaggi, di salutare per sempre i dolci e le belle colazioni a base di cappuccino e cornetto. Ve la sentite ? Perché se siete pronti a farlo, e nessuno potrà mai sceglierlo al posto vostro, allora scoprirete di avere un apparato digerente che parla, una lingua che fa da test del vostro equilibrio biochimico, e un intestino che tornerà a fare il suo mestiere, salvaguardandovi dall’assunzione di sostanze indesiderate che a lungo andare logorano i tessuti più resistenti e che sono spesso la causa di troppi problemi.

Ma come in tutte le cose io credo alle vie sostenibili, perciò non ricuso il Cibo amico e mi fido del potere del corpo,  ma penso anche che, ogni tanto, alternare periodi di alimentazione più equilibrata faccia bene al corpo e alla psiche. E che l’eccezione, della quale sono una fan, debba restare veramente tale.

 

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