Intensivo non vuol dire salutare

Sapevate che in Italia siamo in 200 milioni a fare la “cacca” ?

E di queste, 140 milioni sono persone che assumono antibiotici e altri farmaci dalla nascita come nemmeno l’essere umano in caso di malattia grave possa fare. Chi sono costoro ? Sono i responsabili del 14% del totale delle emissioni di gas serra. Fonte: The World Future Council   Solo in Italia gli animali da allevamento producono annualmente circa 19 milioni di tonnellate di deiezioni a scarso contenuto organico che equivalgono a quelle prodotto da circa 140 milioni di persone da aggiungere a quelle che già vivono nel nostro Paese:con un’impatto ambientale grave perché causano inquinamento nelle falde acquifere, nei corsi d’acqua di superficie, nonché eutrofizzazione nei mari con lo sviluppo eccessivo di batteri.

 

Chi ha seguito questo mio piccolo blog nel tempo sa che ho sempre assunto un tono moderato. Reputo poco sano alimentare le polemiche e soprattutto cerco di riflettere su strategie che permettano di raggiungere risultati sostenibili. Ma stavolta non nascondo il dolore e la sofferenza che ho provato di fronte ad una notizia di cronaca bianca. A distanza di una settimana (perché con l’eccesso di informazioni ho deciso, dopo una vita sulla cronaca, di liberare la mente dall’eccesso di paccottiglia news), ho appreso che l’attuale ministro della Salute, Lorenzin, ha inaugurato un allevamento intensivo e ha difeso il consumo di carne con un clamoroso errore di valutazione legato alla lettura della piramide alimentare della Dieta Mediterranea. E’ un simbolo molto triste, che rispecchia evidentemente una modalità di trattare la Salute basata su “valori” insostenibili.

Non possiamo più nascondere il disagio di ciò che per il Pianeta intero rappresentano gli allevamenti intensivi, di qualsiasi tipo essi siano.

Intensivo è una parola che non si sposa con Salute.

Gradirei da una ministra giovane, una politica sanitaria dalla visione ampia, moderata quanto vuoi, ma almeno coerente alla prevenzione, quella vera , che si basa sullo stile di vita, sull’alimentazione.

A volte penso che se fossi al suo posto probabilmente dovrei agire con cautela e strategia, quindi non critico le sue scelte da ministro, ma apprezzerei almeno messaggi pubblici e politiche più coerenti alle reali necessità attuali.

Auspico per il futuro che la scelta individuale giorno dopo giorno si faccia sempre più attenta e, in questi tempi delicati, coraggiosa.

Auspico per tutti una più corretta informazione che aiuti scelte salutari e più coscienza etica. Senza un futuro sostenibile non ci sarà guadagno per nessuno, neanche per quelli che continuano a speculare sulla Salute altrui , con logiche ristrette e votate esclusivamente al profitto.

 

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