IL CIBO IN ECCESSO, QUALUNQUE SIA, E’ NOCIVO

L’estate è anche la stagione nella quale, almeno nelle aree dove la temperatura sale, ma anche nelle situazioni di vacanza, scopriamo che anche mangiando poco sopravviviamo e abbiamo addirittura più energia. Recita uno scritto di saggezza antica: ”Il cibo in eccesso, qualunque sia, è nocivo”.
Il Cibo amico fino ad oggi ha parlato di qualità, è stato “benevolo” nei confronti di quei cibi verso cui si nutrono pregiudizi anti-salutisti. Sì alle fritture, al burro, ai gelati, ma su una cosa credo di essere stata abbastanza chiara sino ad oggi: il concetto di quantità. Il Cibo è considerato Amico dal corpo finchè non si rivela invadente, finchè non ne ottunde le funzioni metaboliche con un sovraccarico inatteso o peggio ancora ripetuto, che letteralmente lo stordisce.
IL CIBO E’ SEMPRE AMICO. Ciò che lo rende nemico dipende dunque dalla volontà dell’essere umano di accaparrarselo, dall’ingordigia.
Spesso, come dicevamo in passato, questo stato riflette nel cibo un atteggiamento mentale, se non culturale. E noi italiani, diciamolo, siamo un popolo ingordo.
Cibo in eccessoÈ triste ammetterlo, ma l’opulenza parte dai carrelli del supermercato, dai cibi super raffinati (nel senso di raffinazione industriale) che li riempiono, dalle tavole imbandite che prevedono tante combinazioni proteiche a pasto, tanti ingredienti ad ogni pietanza, ecc. ecc.
Insomma siamo sempre eccessivi.
Come si fa a smontare un modello atavico, che si pone spesso come reazione all’altrettanto atavica paura di morire di fame ? Gradualmente. Solo per gradi si può scoprire la bellezza dell’essenzialità. E in realtà solo l’essenzialità è garanzia di gusto e buon funzionamento della funzionalità digestiva e intestinale. Quindi si potrebbe cominciare a fare menu che prevedano poche pietanze a pasto, e cucinare queste pietanze con pochi ingredienti, perché il gusto lentamente riacquisti il suo potere discriminante e ci faccia scoprire quelle sfumature che rendono più bella la vita. Vi invito a provare: l’estate, le vacanze e, soprattutto, la maggiore esposizione al sole ci metteranno nello spirito adatto a intraprendere questa pratica.
E per i ritmi che si assumono in viaggio, quando spesso dobbiamo fare ricorso a tutte le nostre risorse di adattamento ? La regola è sempre valida: garantitevi un pasto proteico al dì, con una dose di frutta e verdura, per non confondere troppo il fegato la cui funzionalità regola poi gran parte dei processi digestivi e intestinali . Quanto agli assaggi della cucina tipica del luogo: non abbiate timore. Ho coniato un motto qualche anno fa per i miei pazienti : “Vacanze e gravidanze niente intolleranze”. Nel primo caso perché la distensione psichica mette l’organismo in una condizione di maggiore flessibilità. Nel secondo caso perché, alterandosi la biochimica interna, nuovi parametri permettono alla madre di essere meno reattiva anche ad allergeni di vecchia data. Resta comunque valida la lotta agli eccessi. As-saggi-are permette di sperimentare con saggezza, senza essere smodati. E’ stato dimostrato scientificamente e più volte- mi rendo conto a discapito dei profitti dell’industria alimentare- che noi, abitanti dei paesi industrializzati, mangiamo almeno due terzi in più di quello che ci serve per mantenerci in buona salute, e che in quei due terzi stanno le cause del 90% delle malattie che colpiscono la nostra popolazione.
Abusare di tanta abbondanza fa male al Corpo e all’Anima.

2 Commenti

  1. Mario

    Cara dottoressa, leggo volentieri il suo sito, anche se mi piacerebbero aggiornamenti più frequenti. Forse dovrebbe scrivere articoli più brevi su più argomenti. Comunque, forse questo è un tema che avrebbe affrontato tra poco alla voce problemi dell’estate, ma avrei bisogno di una risposta rapida. Ho 50 anni e da sempre d’estate soffro di stipsi, con una tendenza emorroidale che si risveglia in questa occasione. Che fare ? In più, quasi per uno scherzo infame, gli episodi si acutizzano quando sono al mare in vacanza. In attesa di sua risposta, la ringrazio.
    Mario, Firenze.

    1. mars mars

      Caro signor Mario,
      intanto grazie per aver proposto un argomento che era pronto sulla tastiera, visto che è una tematica ricorrente, comune a molti pazienti in questa stagione.
      Il fatto che si acutizzi al mare è, per un soggetto colitico, abbastanza comune, visto che il caldo e spesso l’eccesso di sole, disidratano, quindi seccano le mucose, anche intestinali, e sovraccaricano il fegato, impegnato ad elaborare l’adattamento alle nuove condizioni di caldo e sole, e spesso alimentazione disordinata, o comunque diversa dalla routine casalinga.
      La sollecitazione dell’anello emorroidario, già debole forse per tenenza costituzionale, in caso di stipsi protratta, è quasi scontata.
      Come intervento d’attacco, tenga d’occhio i livelli di liquidi e fibre nell’alimentazione. Eviti salumi, insaccati in generale, cibi alterati da fritture ed eccesso di cottura.
      Si muova molto e aiuti il fegato con un drenante generale (in commercio ce ne sono tantissimi, omeopatici e fitoterapici, anche da banco che un bravo erborista-farmacista-naturopata, saprà suggerirle). Lo stesso vale per il disturbo emorroidario, da tamponare con preparati, in pomata e in gocce orali, a base di Aesculus e Ippocastano, rimedi naturali che sostengono i tessuti dei vasi sanguigni , in gocce da assumere per via orale e gocce da applicare sulla parte dopo accurata igiene. E poi dall’autunno si rivolga al suo medico curante per una terapia di sostegno al sistema vascolare, e di cura del colon, che le permetta di affrontare meglio la prossima stagione estiva.
      Prevenire, prevenire, prevenire. §
      Buon lavoro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *