Il Cibo Amico e la Tolleranza

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Non vi ho forse tediato abbastanza raccontandovi della nascita del Cibo Amico. Ci pensavo qualche giorno fa quando commentando la scelta di un menù composto a scopo didattico,  qualcuno mi ha fatto notare che la Coca Cola era “inammissibile”. Chi mi conosce sa che sono capace di incarnare gli archetipi più perigliosi del combattente quando mi intesto una battaglia, smuovo montagne e divento realmente insopportabile, perché monomaniacale, sia per i miei avversari che per i miei “compagni d’armata”. O meglio questo è quello di cui, ahimè, sono stata capace in passato, oggi, spero un po’ più saggia, cerco di evitare posizione estreme, perché le considero comunque sempre dannose. E’ in questo processo di “redenzione” che è nato il “Cibo Amico”, quando in attesa di un volo con il mio amico Marcello, compagno di tanti percorsi, mi trovai a commentare la mia stanchezza di affliggere i pazienti con la monotona cantilena “questo può mangiarlo, questo no”. imagesFu in quell’occasione che mi accorsi per la prima volta che non facevo altro che acclarare tesi arcinote che inducevano nell’altro paura e antipatia nei confronti di questo e quell’alimento, e preparavano il corpo a varie forme di intolleranza. Allora ho capovolto l’ottica e non ho più puntato il dito contro l’alimento ma ho cercato di ridare al paziente la consapevolezza dei suoi bisogni, la capacità di ascoltare il corpo e quindi di entrare in relazione con il cibo in modo più vero e libero da condizionamenti. Ho capito che il corpo ha il potere di trasformare qualsiasi cosa (Mitridate ne fu l’esempio) purchè non venga vessato da continue disattenzioni che lo rendono “cassonetto” delle nostre false percezioni. Ecco perché  ho recuperato anche la Coca Cola. Meglio berne poca, ma liberi da sensi di colpa, che non berla mai, negandosela. Il percorso della consapevolezza ci rende liberi dai condizionamenti e naturalmente anche dai sensi di colpa.

2 Commenti

  1. Concetta Barrile Ferrante

    carissima dott.ssa leggendo i suoi articoli, quelli di Letizia e tanti siti che trattano tutti lo stesso argomento, mi rendo conto di quanto male mi voglio ma non riesco ad uscirne fuori, al solito mangio e ingurgito di tutto………….. penso sappia che sono ad Hinterzarten ma purtroppo in fatto di nutrimento nulla è cambiato ma per la mia gamba si per adesso ho una “”gambetta”” la saluto sempre affettuosamente

  2. STEFANIA

    Gentile dott.ssa
    in seguito a specifici esami sono risultata allergica al frumento, al granoturco, al latte vaccino, ai crostacei, al maiale, al bue e al sedano. Ho inotre una fortissima intolleranza al lattosio. Essendo inoltre malata di una forma di cancro al seno di origine ormonale, i medici mi hanno consigliato di ridurre il piu’ possibile il consumo di carne rossa.
    Vorrei quindi sapere quali sono i cibi che posso mangiare. Grazie.

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