Frutta urbana.org

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mandarin tree in a cityVi è capitato di trovarvi di fronte ad alberi carichi di frutta, al cui tronco si poggiava un parafango o i cui rami andavano ad adagiarsi sul tettuccio di un auto ? A me sì, in città e a questa visione si è sempre accompagnato il pensiero dello spreco di frutta che poteva essere consumata ma che immaginavo potesse essere carica di agenti inquinanti prodotti dalle auto. E invece no ? La crisi aguzza l’ingegno e ci fa evitare gli sprechi, così parte dal Canada la raccolta della frutta urbana, da raccogliere e offrire a chi ne ha bisogno. Si chiama Ottawa Treetables Project e recluta volontari che hanno raccolto in città da circa 4000 alberi un “raccolto mascosto” offerto ad associazioni che si occupano di offrire pasti gratuiti ai poveri. L’iniziativa è piaciuta ed è arrivata fino in Italia dove a Roma, l’associazione Linaria ha lanciato “Frutta urbana” il primo progetto italiano di mappatura degli alberi da frutto presenti nei diversi quartieri della città.

Aranci, limoni, mandaranci, fichi, ciliegi, albicocchi, ulivi, meli, melograni, cachi, ciliegi, corbezzoli, mandorli, nespoli, noci, susini, more, piante di capperi e gelsi, e altro ancora:  ce ne è per tutti i gusti e i volontari impediscono che i frutti marciscano sugli alberi, ridistribuendoli alle mense sociali. L’idea è perfettamente in linea con un approccio etico ai consumi, ma mi chiedo con l’inquinamento come la mettiamo ? Secondo alcuni studi gli inquinanti presenti nell’atmosfera si eliminano dalla frutta solo con un lavaggio esterno. La frutta è aerea, non è come la verdura che può essere contaminata da un terreno inquinato da metalli pesanti.

Ma “Frutta urbana” promette anche questo controllo per garantire la salute dei consumatori e ricorda che la maturazione di questi frutti di alberi cittadini non è intensiva ma spontanea, è a chilometro zero, e ad impatto zero, quindi decisamente “sostenibile”. Per il futuro i frutteti urbani potranno essere ottimizzati, venire custoditi da veri e propri circoli della frutta, spazi pubblici e centri di aggregazione sociale, per diffondere la cultura della frutta da tutelare e consumare, apprezzandone anche il contributo di bellezza offerto al paesaggio urbano.

 

 

 

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