Eat, Pray, Love: Mangia, Prega, Ama!

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Quando scrivo su questo sito cerco di mettermi dalla parte di chi legge. Penso a cosa mi piacerebbe leggere se, navigando nel mare magnum di proposte sulla rete dedicate al cibo, alle intolleranze, ecc.ecc., mi fermassi per caso su questo sito, senza confonderlo con una pregiata associazione omonima che si occupa di screening alimentari nelle scuole.
Intanto osservo il movente: cerco ricette? penso che qualcuna alla Julia Stiles (delizioso il film Julie and Julia, che poi nasce proprio da un blog) prima o poi dovrò inserirla; cerco consigli per il mio mal di pancia? per questo basta chiedere, quello che posso come suggerimento in risposta ai contatti lo trovate in chiaro; cerco qualcuno che mi dia la speranza di tornare in forma senza sforzo?
Miracoli di questo tipo il Cibo amico li compie solo con una grande collaborazione personale. Quello che il sito offre è una visione un po’ più rilassata, senza l’assillo del tutto e subito.

Eat, Pray, Love
Eat, Pray, Love

L’ho imparato in India, e non solo questo. Vado spesso in India per motivi di studio, e gli amici indiani amano molto mangiare in compagnia, gradiscono anche la cucina italiana con la chiosa di un buon caffè espresso, che apprezzano particolarmente. La nostra cucina, più essenziale nei sapori, com’è noto, meno speziata, è comunque per loro molto abbondante. Io amo molto i piatti e le spezie indiane, ma mi sono accorta che per apprezzarle al meglio devo scegliere un piatto alla volta e farlo diventare l’unico protagonista del mio pasto, non importa la quantità e la qualità sulla quale mi devo concentrare. E questo mi ha permesso di gustare pietanze anche piuttosto forti senza che il mio intestino avesse da ridire. Posso affermare che è lì che ho imparato a non mischiare troppe qualità di cibi differenti in un solo pasto. Questo permette di metabolizzare qualsiasi tipo di alimento senza disturbo alcuno. Suggerisco di provare. Per non deprimersi si potrà sperimentare un monopiatto nuovo ad ogni pasto, anche di quelli super rapidi , perché semplici nella preparazione, possibilmente stimolando il palato con qualche aroma nuovo che ci arricchisca di tutte le sue sfumature. Sembra paradossale, lo so, che questa ispirazione sia giunta dall’India che ci si presenta come il massimo dell’elaborazione, così ricca nei suoi decori e nelle sue forme espressive d’arte. Eppure, sul piano alimentare, gli indiani hanno la capacità di trasformare in modo eccellente e, proprio grazie alle spezie, digeribile, qualsiasi pietanza. Se avete l’opportunità di provare con un cuoco indiano, ed è la vostra prima volta, chiedete solo un po’ di moderazione nell’uso delle spezie e non abbiate timore, vi aprirete ad un nuovo mondo di sapori e anche i vostri pasti italiani ne beneficeranno. Quello che si attiva infatti è il senso del Gusto, che, nella nostra realtà occidentale, una cucina frettolosa e cibi poveri di vitalità stanno mortificando. Il Gusto, strettamente legato all’Olfatto, ci guida nella scelta dei cibi, ci dà immediatamente il feedback di ciò che ci fa bene e di ciò che ci disturba.
Perciò recuperare il gusto, magari proprio con un bel viaggio in India potrebbe essere una buona idea. C’è anche un film, che ha questo tema di fondo, Eat, Pray, Love, e che potrebbe esservi fonte di ispirazione.
Buona ricerca.

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