E alla fine arriva Natale.

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Tempo di bilanci e di bilance, le festività natalizie si annunciano sempre con un po’ di disappunto per medici, nutrizionisti e dietologi, e per i loro pazienti. “Dottoressa comincio dopo le feste .“ E’ un’affermazione che mi sento ripetere di continuo dai primi di dicembre, dopo aver individuato cibi che per sensibilità varie producono qualche disagio e che andrebbero temporaneamente sospesi dalla dieta.

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E’ vero che il clima festaiolo induce a lasciar andare ogni forma di disciplina e di regola tanto faticosamente conquistata.
E’ però anche vero che mollato il ritmo, recuperarlo diventa veramente oneroso. Perciò per evitare depressioni “post festam”, date dai chili in più e dalla difficoltà a riprendere le sane abitudini alimentari, ecco alcuni suggerimenti base .
La vera minaccia al nostro equilibrio sono le fatidiche ”cene d’auguri” che tra aziende, amici, associazioni, ciascuno accumula come buonipunto. La prossima settimana sarà sicuramente la più tremenda, aggiungiamo poi il cenone e il pranzo di Natale e Capodanno e il gioco è fatto. Lasciamo da parte il computo calorico e concentriamoci invece sullo spirito della festa. Intanto se sappiamo di avere un invito a cena evitiamo in quel giorno di fare altri pasti abbondanti.
A pranzo ci si può limitare ad un’ assunzione proteica con verdure.
Nel pomeriggio una tisana drenante o rilassante ci preparerà all’evento serale. E poi, a meno che i padroni di casa, non abbiano fatto il patto diabolico di indurci in tentazione a tutti i costi scegliendo un menù con tutti i piatti più graditi al nostro palato, scegliamo quello che vogliamo mangiare, soprattutto tra le cose che ci piacciono di più, ma ricordiamo che il nutrimento non dipenderà solo dal cibo ma anche dalla qualità della compagnia, della conversazione, dello svago (canti,danze, immagini, film) che condivideremo. Quindi invece che sulla cena concentriamoci sugli auguri. Questo atteggiamento faciliterà la scelta procurandoci quel sano distacco che altrimenti sarebbe difficile avere.
La mia personale scelta “salvalinea” è privilegiare le pietanze con poche proteine (o solo animali o solo vegetali) e con molte verdure, snobbando i dolci. “Ma come si fa col panettone mentre c’è la Tombola ? Una fettina non ha mai ucciso nessuno.” Starà pensando qualcuno, ebbene ucciso no, ma fatto gonfiare e assicurato una pessima nottata a molti, questo sì.
Parlo io che ad ogni Natale mi ritrovo a duettare col panettone classico con i canditi. Anche se da qualche anno scelgo solo panettoni artigianali (rigorosamente con lievito da pasta madre acida) e sazio la mia sete di canditi spostando la degustazione al mattino a colazione, devo dire che è difficile dire di no a questa tentazione.
Sia che siate pandoristi o panettonisti (io divido il genere umano in queste due categorie – potete ritrovarvi anche in quella che distingue i pandispagnisti dai crostatisti), se proprio la “fetta” vi tenta, fate uno sforzo mentale di calcolo e siate saggi, permettetevi un’assunzione minima almeno tre ore prima di andare a dormire (la “fetta di mezzanotte” va bene se pensare di toccare il guanciale non prima delle 3 a.m.). Dopodichè non sedetevi e cercate di dare al vostro organismo il messaggio che quegli zuccheri sono benedetti, che vi servono per ballare, muovervi, parlare animatamente o giocare a mercante in fiera facendo il banditore o mimando tutte le figure delle carte. Insomma fate che l’ introito dell’agognata fetta sia speso per una buona causa.
E infine (ma forse dovrebbe essere il primo movens) selezionate le vostre cene: non accettate “tanto per “, risparmierete incontri noiosi che come ben sappiamo inducono a sfogare sul cibo la delusione ricevuta.
Ora, dopo questi consigli da manuale americano (ma l’ho fatto per voi perché so che ve lo aspettavate) siate magnanimi, nel senso di magnare in allegria perché con uno stato d’animo gioviale, come abbiamo più volte ricordato, qualsiasi cibo viene mangiato con misura e assimilato al meglio.
Perciò Buone Feste.

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