Crisi e Chilometro zero

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Scenari pre o post bellici nelle settimane della mancanza di rifornimenti e vettovaglie. Qualcuno dice che dovremo abituarci e già prefigura immagini catastrofiche da mercato nero. Io penso invece che questa sia l’occasione giusta per comprare l’essenziale a chilometro zero. Valorizzando ciò che la nostra terra, il nostro ecosistema produce a livello locale, far viaggiare poco gli alimenti significa averli freschi in tavola a poche ore dal raccolto, garanzia di vitamine ancora attive. Senza star troppo a pensare e a concentrarci sulle difficoltà di questa crisi, ecco la scusa per diventare più creativi: imparare a fare il pane, prepagisci localearare le conserve e consumare quello che l’orto del vicino (se non addirittura il nostro) può offrire. Scopriremmo, finalmente, il valore della stagionalità, ma soprattutto mangeremmo di meno (requisito essenziale al mantenimento della buona salute), in modo più genuino e valorizzando al massimo il gusto.
In una società che non si fa più rendere schiava dall’illusione del denaro, come unica fonte di ricchezza – sappiamo tutti che così non è, dove mettiamo il tempo, le relazioni, la salute ? – riattiveremmo altri modi d’essere. Non più inseguendo stereotipi e atteggiamenti poco vitali, ma attivando la creatività per trovare nuove soluzioni a nuovi scenari. Magari torneremmo a scoprire la Gentilezza, e forse, per alcuni di noi, potrà essere la prima volta che la si metterà in pratica. Il valore dei Retti Rapporti, umani e non solo, potrebbe rivelarci di essere individui dotati di vera umanità. Ma per fare questo avremo bisogno di lasciare andare un po’ di orpelli e condizionamenti.
Perciò, benedetta la crisi se ci aiuta a diventare migliori.

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