Cosa ci ha lasciato l’EXPO’ ? Cornetti Vegan per intolleranti agli allevamenti intensivi.

Condividi

scegliere_corneto“Non si può Pensare bene, né Amare bene, se non si è pranzato Bene” così scriveva Virginia Woolf, grande conoscitrice dell’animo umano ed evidentemente, saggia degustatrice.

Sono tantissimi gli esempi di grandi personaggi della Letteratura che si sono ispirati alla Cucina, che hanno citato ricette, e che, a loro volta, con i loro scritti, hanno ispirato pietanze, in questo tripudio che negli ultimi anni ha ingigantito, facendola diventare dominante, la “cultura del cibo”.

E nel frattempo, mentre nelle megalibrerie i reparti dedicati ai libri di cucina occupano uno spazio impressionante, a Milano ha chiuso l’EXPO’ con uno smantellamento rapido, degno di un saccheggio degli Unni. Cosa ha fatto per l’Italia o per Milano questa grande occasione di marketing e informazione ?

Poco, ahimè, pochissimo. E’ stata molto più incisiva la manifestazione di tre giorni organizzata poco dopo l’inaugurazione  sul commercio equo e solidale (l’EXPO’ alternativo per intenderci) che non la grande Fiera che ha sicuramente nutrito dal punto di vista architettonico e della forma (alcuni padiglioni erano capolavori d’architettura) ma dal punto di vista dei contenuti ha molto lasciato a desiderare. L’aspettativa era alta per molti, me inclusa. Finalmente un focus sull’alimentazione planetaria, avevo scritto, avrebbe portato i governi a riflettere su tematiche d’inquinamento ambientale dato dagli allevamenti intensivi. Sarebbe stata l’occasione per rendere almeno gli italiani più sensibili allo sviluppo sostenibile. E invece tutti quelli che sono andati, sono stati coinvolti in un festival di code all’ingresso dei padiglioni, e abbuffate ,tra piccoli stand e mercatini artigianali ( vedi il padiglione indiano), mentre le poche occasioni culturali e di contenuto sono state “inghiottite” dal consumismo alimentare.

In realtà i milanesi hanno solo patito la confusione sulla tratta dei servizi metropolitani per Rho, ma in città non c’è stato un grande indotto, a parte l’ospitalità alberghiera, e, purtroppo, neanche nel resto d’Italia. Magari la prossima volta si potrà pensare a una serie di convenzioni con i principali vettori nazionali, aerei e ferroviari, che trasportino gli ospiti in giro per l’Italia e non li limitino alla sola area dell’ Esposizione. A proposito degli effetti EXPO’ una nota positiva la merita uno dei più noti Caffè del centro di Milano. Cucchi, pasticceria dagli anni 30 nella storica sede di via Torino, espone cornetti vegan con la dicitura “per chi è intollerante al Lattosio e agli allevamenti intensivi”. Finalmente qualcuno che ha compreso l’emergenza del momento. Che soddisfazione di mente e palato!

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *