Belle ma velenose

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Sull’onda del precedente articolo qualcuno mi ha chiesto di chiarire cosa è utile sapere per evitare di fare bravate quando si va in mezzo alla natura e magari si vuole assaggiare qualcosa. Io negli anni ho imparato che quando non sono certa, mooolto certa, non assaggio nulla. Ad esempio se trovate in giro del sambuco nero potreste farvi tentare dai suoi fiori, commestibili e gustosi. Ma attenzione perché il Sambuco esiste in tante varietà, molte delle quali tossiche.

L’Oleandro è un sosia dell’Alloro, peccato solo che sia  tanto irritante da risultare letale se assunto in quantità.

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La Stella di Natale, amata dai più per decorare i cibi a Natale è velenosissima, infatti il mio coniglio, che assaggiava di tutto, si è sempre guardato bene dall’avvicinarsi. D’altronde la maggior parte delle piante d’appartamento è tossica, fortunatamente gli animali lo sanno, ma i bambini no. Anche nelle scuole occorre fare molta attenzione per le piante ornamentali, i cui fiori o bacche, spesso molto colorati, i bimbi più piccoli mettono spesso in bocca.

Ma anche con la frutta va fatta attenzione. Alcuni frutti quando non sono maturi possono addirittura essere velenosi.

Ad esempio la Pesca, se non è matura, ha la polpa ricca di tannini e il suo nocciolo contiene acido cianidrico. Anche il Fico, se acerbo rilascia un  lattice tossico che infiamma le mucose dell’apparato digerente.

L’indicazione, in caso di intossicazione, è quella – se si può – di risalire al tipo di pianta  ingerita, magari portando una foglia in ospedale che verrà analizzata e sulla base delle sostanze trovate si valuterà che tipo di intervento disintossicante dovrà essere effettuato. Presto si formerà una banca dati che metterà in rete tutte le informazioni necessarie agli ospedali per poter risolvere questo tipo di intossicazioni.

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