Apre l’EXPO’: Cibo e Cooperazione per aiutare il Pianeta.

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Sono a Milano per respirare l’aria dell’EXPO’. Ho assistito alla serata del Grand Opening, con una piazza Duomo, dal mattino di ieri protetta e blindata, che nonostante tutto ha accolto migliaia di partecipanti al concerto come se fosse uno studio televisivo con una grande orchestra della Scala, che “nutriva”, per restare in tema , pienamente lo spirito. Mi ha colpito l’umiltà di un altro direttore d’orchestra che ha presenziato alla serata dopo aver gestito per anni i lavori di preparazione dell’EXPO’: il commissario unico del Governo per l’EXPO’ Giuseppe Sala, che ha dato il via al momento di accensione dell’albero simbolo – spettacolare, con il gioco di luci, fontane e musica – e che ha invitato a visitare in tanti l’Esposizione Universale, per premiare lo sforzo di coloro che hanno cooperato in questi anni.

Era il 2008 quando all’Italia fu assegnato l’EXPO’ e gli scandali non sono mancati, ma come ricordava il presentatore al termine della serata, concentriamoci sul buono, sul lavoro (in questa giornata di celebrazione a questo tema dedicata), sullo spirito di Cooperazione che ha messo insieme personaggi, tanti , di nazionalità diverse, delegati che continueranno a convivere per sei mesi nel villaggio EXPO’.

Quando l’Esposizione Universale fu pensata serviva ad avvicinare i popoli, ad accomunarli in nome di un interesse d’evoluzione collettiva. Oggi, che si parla di Cibo, è più che mai così. Perciò, è vero che le scelte di sponsorizzazione sembrano rappresentare gli antipodi delle soluzioni cui ci si dovrebbe sensibilizzare (ad esempio la sostenibilità passa attraverso la riduzione degli allevamenti intensivi e l’hamburger del re del fast food campeggia tra gli sponsor), ma è anche vero che il futuro non ha soluzioni che escludano parti. Il futuro è inclusivo e se voglio costruirlo dovrò avere anche il mio “nemico” con me. Questa è una legge universale, proprio come l’Esposizione, che vive del contributo di tutti. Proprio come questo Pianeta, che risorgerà pienamente solo quando avremo imparato a cooperare tutti, provando ad andare nella stessa direzione, ciascuno anche a suo modo, ma con un intento chiaro e condiviso.

Oggi non visiterò l’EXPO’. Lascio i primi giorni, le prime settimane a chi, per forma o per servizio o anche solo per curiosità, vuole o deve andare. Mi piace l’idea di lasciar rodare la macchina e fra qualche tempo, a sorpresa anche per me, testare l’esperienza. Milano in questi giorni di ponte vacanziero è una bolgia e ieri i trasporti erano presi d’assalto. La sostenibilità dell’EXPO’ per la città e i suoi abitanti è un po’ dura, si prevede infatti un afflusso di 60.000 persone in più al giorno(con picchi di 200.000 nei week end) più che decuplicato rispetto all’afflusso delle settimane della Moda, che già paralizzano il centro. Ma il sacrificio va fatto, perché tornare ad ospitare un evento di questa portata dopo più di un secolo e occuparsi di un tema così centrale per la sopravvivenza di tutto il Pianeta è un onore, ma anche una responsabilità politica. Facciamo sì che l’Italia tenga a battesimo esempi di nuova cooperazione tra i popoli, non fermiamoci alla forma di ciò che vedremo, non viviamo l’esperienza solo come una vetrina pubblicitaria dei prodotti di varie culture, ma proviamo a includere il tutto in una visione più ampia. Che i Governi si impegnino, che la bellezza di ciascun contributo di ogni Paese sia valorizzata all’interno di un più ampio progetto di unione che tutti ci riguarda. Con questo spirito andrò a visitare l’EXPO’ e quanti più saremo a dare attenzione agli aspetti migliori, tanto più efficace sarà l’azione di questo sforzo a beneficio di tutti. Buona Festa.

 

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