Alimentazione e pregiudizi

Come avevo preannunciato ho tenuto a Catania nei giorni scorsi una conferenza sui pregiudizi che accompagnano le nostre scelte alimentari.
E’ stato facile prepararla per il semplice motivo che sono tanti e che spesso ci perseguitano. Ciascuno ha da dire la sua sul cibo e i primi che mi sono venuti in mente, perché me li sento ripetere spesso, sono ad esempio i pregiudizi sull’alimentazione vegetariana.

1.Chi è vegetariano s’indebolisce e rischia l’anemia, Vero ? Falso ?
Allora sfatiamo un mito, chi è vegetariano di solito non mangia carni, rosse, bianche, di pesce, ma prende tutte le proteine che gli servono dai prodotti di origine animale quali uova e latticini , e dalle proteine vegetali delle leguminose, dei semi oleosi. Quanto ai fattori predisponenti l’anemia, la vitamina B 12 o cianocobalamina di cui si fanno araldi molti sostenitori dell’onnivorismo, utile per favorire l’assorbimento del Ferro a livello intestinale, intanto non è presente solo nella carne rossa, ma anche in certe alghe e ne occorre una piccola quantità, in accoppiata con la vit. B9, o acido folico e la vit. C, presenti in molti vegetali.
L’ Assorbimento intestinale dato dal Fattore intrinseco di Castle, è inoltre un modello di paradosso: più quantità di vit. B12 si ha, meno assorbimento si ottiene, minore quantità di vit. B 12 assumiamo più Ferro possiamo assorbire. Secreta con la bile, riassorbita dall’intestino, inoltre occorrono molti anni perché si verifichi una vera carenza di cianocobalamina.

Veniamo ad altri luoghi comuni:

2.Lo zucchero fa bene e dà vitalità, Vero ? Falso ?
Un dermatologo americano ha combattuto e vinto la propria battaglia dimostrando che la longevità della pelle si deve ad una dieta priva di zuccheri raffinati. Questo gli ha permesso di divenire il dermatologo delle dive, ma lui stesso si è fatto testimonial dell’esperienza.
Lo zucchero semplice, se per giunta raffinato, si comporta da frusta energetica che attiva rapidamente le nostre risorse ma contemporaneamente frustra l’organismo, procurandogli un picco di ossidazione, quando invece gli zuccheri composti della frutta, ad esempio, potrebbero essere assimilati e dosati dall’organismo con maggiore capacità di assorbimento ed escrezione fisiologica del surplus.
Lo zucchero bianco genera stress che induce l’organismo a rispondere con una iperproduzione di cortisolo, che si paga in un secondo momento con una sensazione di affaticamento.
E’ dimostrato inoltre che i procedimenti di raffinazione cui viene sottoposta la barbabietola da cui si ricava lo zucchero prima grezzo e poi bianco per effetto della raffinazione appunto, rendono lo zucchero privo di quelle sostanze che ne faciliterebbero l’assunzione e la corretta digestione senza scomodare troppo l’insulina, e senza creare fenomeni da sindrome metabolica così diffusa.

3.Le noci, mandorle, nocciole, fanno ingrassare, vero ? falso ?
Tutti i semi oleosi se mangiati nelle adatte quantità facilitano i processi metabolici, rafforzano il sistema nervoso, e mantengono in buona salute senza alcun sovrapprezzo calorico. Per non esagerare, perché la tentazione c’è sempre, acquistatele con il guscio, così, per conquistarne il cuore dovrete compiere un’azione e vi sfido a sgusciare più di 4 noci per volta. Io dopo un po’ mi stanco e smetto.

4.Il cibo che ha troppo calorie fa ingrassare, vero ? falso ?
Il concetto delle calorie è ormai sufficientemente superato. Si sa che non è la setteveli assunta quella mattina d’autunno ad aver generato il soprappeso che ci portiamo dietro oggi. Una porzione di setteveli anche abbondante, ma inserita all’interno di un’alimentazione equilibrata una volta ogni tanto, non ha mai fatto ingrassare nessuno. Si ingrassa per il disordine e per il cattivo rapporto di scambio che c’è con il nostro modo di approcciare la vita e ciò che ingeriamo. Vi siete chiesti perché alcuni soggetti restano sempre in linea pur facendo mostra di un appetito invidiabile ? Quello che chiamiamo metabolismo accelerato è spesso il modo di immettere una particolare vitalità, anche psichica, in quello che facciamo, anche se stiamo tutto il giorno seduti alla scrivania e in fondo ci sentiamo persone tranquille. Ma la tranquillità non è mai in contraddizione con la vitalità. Possiamo essere tonici e quieti al contempo. E quindi anche saggi, e mangiare il giusto per le nostre esigenze.

5.La sera occorre mangiare proteine, Vero ? Falso ?
L’assunzione di proteine per la fase anabolica di costruzione del metabolismo umano che segue la fase catabolica (di distruzione) è validissima per tutte le età, ma con alcune differenze. E’ indubbio che un organismo in crescita farà bene ad assumere anche proteine animali la sera, ma un organismo adulto ha bisogno delle proteine solo per i processi di ristrutturazione dei tessuti, e in questo caso bastano poche proteine anche vegetali, che permettono all’organismo di svolgere un compito più importante durante la notte. Con l’avanzare dell’età la priorità infatti è drenare, eliminare i residui catabolici, aiutando i reni nel lavoro. Quindi, fatta salva l’esigenza di ristrutturazione, che negli anni si fa sempre più essenziale , è meglio lasciare in pace l’intestino e tutti gli altri organi emuntori con un’alimentazione leggera, la famose cene da povero, garanzia di longevità.

6.Il latte fa bene, Vero ? Falso ?
Sul latte ci sono tante scuole di pensiero. Ci sono i fautori del latte nella crescita e quelli che appena possono lo fanno fuori dalla dieta giornaliera. Ci sono individui che da quando sono nati non mollano il latte vaccino (tantissimi) e individui che lo rigettano perché intolleranti al lattosio (altrettantissimi). Che si fa ? E’ vero che il latte di mucca non è il latte di mamma, e che crescere con un latte che serve ai vitelli e che per giunta ha meno Calcio di un pugnetto di mandorle o di semi di sesamo, ti fa passare la voglia. Ma proprio di voglia si tratta, o meglio di dipendenza. E’ vero che latte e derivati irritano le mucose e generano come risposta iperproduzione di muco. Risultato ? Certi bimbi catarrosi migliorano dopo pochi giorni di digiuno da latte.

7.Per l’osteoporosi occorre mangiare latticini, Vero ? Falso ?
Su questo punto occorre spiegare una concetto basilare: l’incapacità di fissare il Calcio nelle ossa è indipendente dalla quantità di Calcio assunto, anzi spesso il problema è che ci sia molto Calcio in circolo, che continua a mancare alle ossa. Occorre ricordare che l’organismo mobilita fisiologicamente questo prezioso minerale dalle ossa per poter metabolizzare l’ingestione di zuccheri e proteine animali. Ecco perché, specie in menopausa, si consiglia di fare molta attenzione alla riduzione di queste due componenti nella dieta. Assumere Calcio in più potrebbe scompensare altri equilibri.

E poi dalla parte dei “salutisti”:
8.La carne rossa fa sempre male, Vero ? Falso ?
Ogni età della vita ha le sue necessità e quindi la sua dieta alimentare.
La carne rossa può essere utile in una fase di crescita. Lasciate che sia il gusto personale del bimbo a scegliere per poter assumere in piena libertà ciò che serve all’esigenza del corpo.

9.Le fritture fanno sempre male, Vero ? Falso ?
Una frittura leggera, magari una volta la settimana aiuta un fegato sano a lavorare meglio. Il problema è che non friggiamo a casa, che ci serviamo di friggitorie che non usano olii adatti o che usano lo stesso olio per tante fritture , e che, diciamoci la verità, pochi fegati con i ritmi di oggi sono veramente in buone condizioni. Ma una verdurina saltata in olio è sempre più gustosa.

10. Chi fa un percorso spirituale, yoga o si dedica a interessi superiori; non può mangiare carne e mortificare il gusto. Vero ? Falso ?
Perché non aggiungiamo che è anche uno sfigato così abbiamo fatto l’en plein ? E’ vero che una persona che sceglie un percorso di crescita si fa più attento ed esigente , ma certamente non sarà tanto stupido da perdersi il gusto delle cose buone.

11. Le spezie fanno male, Vero ? Falso ? Il caffè fa male , Vero ? Falso ?
Abusare non aiuta nessuno, anche in questo caso. Se poi soffrite di gastralgia men che meno. Il guaio è che in Italia, come in molte parti d’Occidente (in Oriente è la stessa cosa con il Tè) questi stimolanti vengono assunti quotidianamente, con i danni che ben conosciamo. Ma un buon caffè ogni tanto , anche in questo caso, può essere solo un piacere. Se poi, come succede a me, vi viene la tachicardia, allora siamo di fronte ad una intolleranza e credo che in questo caso non vi venga nemmeno la voglia di berlo.

12. Il caffè attiva la concentrazione, Vero ? Falso ?
In realtà, se assunto quotidianamente e in quantità non moderata, la diminuisce, se addirittura non provoca un effetto amplificatore della confusione mentale generata ad esempio dopo l’ assunzione di alcolici.
Questo accade perché va ad agire sul fegato, stressandone l’attività, già abbastanza aggravata nella nostra società da sostanze ambientali e tensioni varie.

13. La Coca Cola fa male, Vero ? Falso ?
Non so voi, ma io quando mangio un piatto più complesso in una situazione particolare, trovo in un goccio di Coca-Cola una mano-santa. Ecco l’ho detto. Grande fan da piccola, d’estate negli anni 60 la Coca-Cola era il mito delle tavole italiane, la più desiderata, la più buona, fortunatamente entrava in casa con la sua bellissima bottiglia di vetro da un litro una- due volte la settimana. Era giusto così , perché averla a tavola era un piccolo evento. Non ho mai educato i miei figli alla Coca-Cola, anche se soprattutto il piccolo ne va ghiotto, però credo che con misura, l’aiuto digestivo che il mitico ingrediente segreto a base di cola, caffeina e zucchero, può dare, non sia niente male. Ma anche in questo caso quello che conta è la misura.

14. Il Cioccolato fa male, Vero ? Falso ?
Che crei dipendenza lo sappiamo tutti , noooo ? E’ inutile nascondersi, ci siamo passati tutti dallo smodato innamoramento per il cioccolato. Pericoloso perché, oltre all’impossibilità di staccare, ci creava attorno un’amorevole cintura protettiva di lardo, veramente difficile da lasciar andare. Il buon umore presto si spegne nella consapevolezza delle taglie in più e quindi a quel punto occorre solo una buona dose di forza di volontà per lasciar andare una vera e propria dipendenza. A meno questo è quello che ho fatto io a suo tempo. Oggi un po’ di cioccolato, possibilmente black (lo dico a quelli che lo mangiano al latte:ma come fate ? i gusti sono gusti certo, ma questa è una categoria che non riesco proprio a comprendere), può essere assunto (uso questo termine perché noi a volte dimentichiamo che ogni cibo attiva una reazione biochimica proprio come un rimedio curativo) una o due volte la settimana, specie se ci stiamo preparando ad una maratona o ad una intensa attività fisica o psichica (riunione in ufficio agguerrita). Ricordate che le betaendorfine o ormoni della felicità che il cacao aiuta ad evocare in noi si avvalgono di recettori che appena esaurito il rilascio in circolo della sostanza, creano un effetto down che poi ci rende infelici se la tavoletta di cioccolato non è di nuovo a portata di mano. Ecco allora che il circuito perverso della “felicità” indotta è cominciato.

A me sono venuti in mente solo questi pregiudizi.
Ce ne saranno sicuramente tanti altri, penso comunque che in generale sia più utile, specie per gli amici salutisti come me, diventare un po’ più tolleranti per recuperare la salute che è frutto di equilibrio tra tutti i nostri livelli: fisico, emotivo e mentale. Chi tende ad essere troppo severo con l’alimentazione, come lo sono stata io in passato, rischia qualcosa di più grave : la rigidità mentale, giustificando un comportamento che finisce per avvelenare tutto ciò che tocca. Io l’ho provato e faccio ammenda, in nome di un rapporto più sano e tollerante con l’alimentazione che nel tempo si è fatto più saggio, facendo valere le ragioni di un cibo più amico.

2 Commenti

  1. Angela

    Mio marito è iperglicemico, ha una diatesi diabetica, ed è golosissimo. Come faccio a ridimensionare questa sua tendenza ? Ci si può disintossicare dalla dipendenza da dolci ?

    Grazie mille
    Angela da Napoli

    1. mars mars

      Mai che sia un uomo a chiedermi per la moglie. E’ inutile siamo sempre noi gli angeli del focolare, le nutrici della famiglia, a tenere sott’occhio i disagi legati all’alimentazione dei nostri cari. Bè, cara signora, la lettura della “debolezza pancreatica”- chiamiamola così in termini pop – causata da una tendenza all’eccesso di zuccheri, può essere risolta solo con la distrazione e un po’ di spavento.
      Faccia parlare suo marito con un esperto che lo informi sui rischi che corre. Dopodichè sposti la questione sul vostro rapporto e la inserisca nell’economia della gestione familiare.
      Sarà una verifica utile per la vostra relazione. Allo zucchero esterno sottratto dovrà sostituire un sincero sostegno d’amore. Non si diventa golosi a caso.
      Se è interessata alla salute di suo marito si impegni anche lei, standogli accanto in modo intelligente e amorevole, restituendogli la responsabilità della sua salute. E se ce ne fosse la necessità, valutate anche l’aiuto esterno di un counselor.

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