8 marzo 2013 una riflessione sul Femminile

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“La bellezza salverà il mondo” afferma il principe Miškin nell’Idiota di Dostoevskij, e io aggiungerei “ e le donne”. Nell’Era di Maitreya, il Buddha seduto, la figura che concilia Occidente e oriente, simbolo dell’evoluzione dell’essere umano che concilierà Testa e Cuore, la Donna (maitri è la radice di madre) ha un ruolo determinante per portare in manifestazione questa nuova possibilità per il genere umano. Un’introduzione serissima per un dato statistico serio che mi ha fatto riflettere su come è nelle mani delle donne il potere del cambiamento.
L’82% delle donne italiane punta su una buona colazione al mattino e fa sì che i propri figli la seguano. Nulla di eclatante si dirà, ma la rivoluzione parte proprio dal quotidiano, dalle buone abitudini che inglobano e trasformano l’energia che mettevamo nelle vecchie cattive abitudini. E’ consolante pensare che la donna, nonostante le mille possibilità che la vita e il talento proprio del femminile le offrono, riesca ad affermare il ruolo di guida di quella cellula fondamentale della società che è la famiglia. Questo si concilia con la nuova visione della famiglia, che non ha più a che vedere solo con i legami di sangue, o con i patti di coppia che possono variare a seconda delle motivazioni che vanno periodicamente verificate. La stragrande maggioranza delle donne in Occidente ha portato il proprio talento nel sociale, a volte ha dovuto sacrificare la possibilità di collaborare alla creazione di una famiglia, altre volte ha dovuto conciliare l’una e l’altra, sempre con grande spirito di abnegazione.

Paul Gauguin - Donna dai capelli rossi e girasoli
Paul Gauguin – Donna dai capelli rossi e girasoli
Una decina d’anni fa si diffuse lo studio di un’antropologa americana che spiegava perché un capo donna è più capace di un uomo, e lo faceva descrivendo la differenza nel modo più semplice e quotidiano. Raccontava cosa succede quando un uomo e una donna al termine della giornata dicono “Vado a letto”. L’uomo si alza e va a dormire, la donna prepara per il giorno dopo tutto ciò che sarà necessario, riordina, leva gli odori dalla cucina perché l’indomani sia presentabile a colazione, verifica che la casa sia pronta per andare a dormire, se ha figli va a controllare la loro stanza, poi va in bagno e molla il trucco, si “increma” e alla fine di questo lungo, e in parte automatico rituale, cade sprofondando in un sonno riparatore, per essere nuovamente efficiente l’indomani.
Perché la vita va avanti e a volte neanche la febbre o i dolori mestruali ti fermano.
Perciò, al di là dei luoghi comuni che l’8 marzo abitualmente ci rimanda, ogni essere umano, uomo o donna che sia, dovrebbe riconoscere in sé l’aspetto del Femminile, dove abnegazione, spirito di sacrificio e capacità di accoglienza sono presenti.
Potenziarne l’espressione ci aiuterà a fare come Umanità il prossimo step evolutivo.

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